Altre Tecniche.

 

TECNICA DI REBALANCING®.

Questa tecnica l'ho appresa agli inizi del mio percorso dopo il primo corso di Tecnica di Massaggio di Base, sempre ad Udine, ed era la prosecuzione ed approfondimento di alcuni aspetti di quel corso ma anche un punto di contatto con le tecniche di bioenergetica che avevo ricevuto dai 23 anni.

Il Rebalancing® nasce agli inizi degli anni '80 a Poona, in India, presso un centro Osho, attraverso il lavoro di diversi terapeuti ed operatori che si occupavano di Bioenergetica, Metodo Rolfing, Metodo Trager e che trovavano dei limiti al loro lavoro e, confrontandosi e sperimentando, hanno messo a punto questa metodologia di lavoro a cui fu lo stesso Maestro Osho a dare il nome di Rebalancing®.

Rebalancing è un termine che può essere tradotto sia come riequilibrio che ribilanciamento: questa tecnica lavora sia dal punto di vista fisico, che dal punto di vista emozionale e mentale dato che, non solo si utilizza il massaggio, ma anche il respiro e la meditazione e di conseguenza E' UNA TECNICA CHE MIRA AL RAGGIUNGIMENTO DELLA ARMONIA  DELLA PERSONA E ALLA SUA CONSAPEVOLEZZA IN TUTTI I SUOI ASPETTI.

Personalmente, in studio, questa tecnica la applico in abbinamento alle altre tecniche di massaggio tendineo-muscolare, massaggio bioenergetico, massaggio con le pietre calde e cristalli....le varie tecniche si possono mescolare col fine di creare, per il ricevente, un trattamento  armonico nei suoi aspetti olistici e nello specifico si utilizzano  la manipolazine del tessuto connettivo, più o meno profondo, il rilascio muscolare, viscerale ed articolare e come scritto precedentemente anche il respiro. Tutto, naturalmente, è sempre preceduto da un colloquio col ricevente per individuare al meglio le sue esigenze.

Un aspetto affascinante di questa tecnica e che AGISCE SULL'ACQUA CONTENUTA NEL CORPO: sappiamo che circa il 70% del nostro corpo è acqua e ricordandoci di quando eravamo bambini....quanti di noi hanno giocato di fronte ad uno specchio d'acqua nel fare a gara a far saltare più volte possibile un sassolino, possibilmente piatto, sull'acqua stessa? Quanti di noi si sono soffermati a gettare un sasso in uno specchio d'acqua ed osservare le onde concentriche che si sviluppano, si allargano, increspano l'acqua e poi tutto si quieta? Ebbene, una parte del Rebalancing® consiste proprio nel lavorare attraverso l'acqua contenuta nel corpo attraverso il così detto "JOIN REALASE" che può essere inteso sia come "rilascio congiunto" (il rilascio è a livello fisico, mentale, ed emozionale) ma anche come "rilascio giunturale" dato che si lavora sull'ammorbidire le articolazioni in modo dolce e di conseguenza su tutto il resto.

Questo rilascio può essere visto come una danza: l'operatore lavora attraverso vibrazioni ed oscillazioni dolci, sia sugli arti superiori che su quelli inferiori, ma anche su tutto il corpo  girando intorno al ricevente steso sul lettino ,sia in posizione supina che in posizione prona, con tecniche che fanno oscillare e vibrare il corpo del ricevente stesso, il tocco dell'operatore diventa quel sassolino  che provoca le onde nello specchio d'acqua che è il corpo del cliente; per fare questo anche i movimenti del corpo dell'operatore devono essere armonici e fluidi perchè altrimenti, anzichè provocare onde e vibrazioni fluide che poi si quietano, si corre il rischio di provocare scossoni ed essere invadenti....il tocco dell'operatore non è più un sassolino, diventa un macigno scagliato in uno specchio d'acqua, il corpo del cliente, con onde che possono "tramortire"!

 

PER CHI E' INDICATO IL REBALANCING®.

Dal momento che è una tecnica dolce può essere indicata come:

- tecnica di rilassamento e riequilibrio emozionale ed energetico;

- utile per ammorbidire le articolazioni migliorando la fluidità dei movimenti del corpo e migliorando la postura fisica;

- il rilascio articolare ed il massaggio connettivale permettono un rilascio muscolare e viscerale;

- utile come integrazione ad altre tecniche.

 

CONTROINDICAZIONI AL REBALANCING®.

dolori articolari e muscolari in fase acuta;

- stati infiammatori acuti;

- situazioni da traumi fisici appena avute;

- osteoporosi. 

 

 

TRATTAMENTO DRENANTE.

Il massaggio drenante è uno dei massaggi appresi in un corso frequentato anche questo all'inizio del mio percorso di operatore olistico ed in studio viene utilizzato come integrazione o, in via preliminare, in situazioni di necessità di eliminare ristagni di liquidi agendo sul sitema linfatico e migliorando anche la circolazione capillare.

La linfa è un liquido simile al sangue composto da acqua, proteine, sali e linfociti che provvede, nel suo percorso, alla pulizie delle scorie mataboliche che si sono accumulate nei vari tessuti raggiungendo delle "stazioni", detti gangli, che possono essere visti come degli scarichi di un lavandino passando  attraverso i quali la linfa stessa si libera delle tossine e torna a circolare nei tessuti. Se il sistema circolatorio sanguigno ha la sua pompa di circolazione nel cuore, la linfa scorre nel corpo attraverso la contrazione muscolare e la spremitura dei vasi linfatici che ne consegue.

L'azione del massaggio drenante, permettendo di sgonfiare i tessuti ha sicuramente un benefico effetto estetico (si pensi alla cellulite).

Fare un massaggio drenante richiede concentrazione poichè i movimenti che devono essere fatti devono seguire il percorso linfatico e la sua direzione: lo scopo è quello di indirizzare i liquidi verso la stazioni linfatiche e le principali sono il "terminus", a livello delle clavicole, le ascelle e l'inguine.

Un buon massaggio drenante prevede che all'inizio si faccia una così detta "manovra di apertura" del sistema linfatico attraverso dei leggeri pompaggi sul terminus, e degli sfioramenti sul collo e poi sul viso: questo va fatto sempre anche se, ad esempio, la necessità è quella di trattare le gambe del ricevente.

Dal momento che lo scopo è quello di fare arrivare la linfa con le sue tossine metaboliche agli scarichi principali, il massaggio drenante pevede che prima si liberino dagli ecessi di liquidi le parti del corpo più vicine alle stazioni linfatiche: se necessita un trattamento drenante una gamba, dopo aver fatto la manovra di apertura sul terminus, si provvede a trattare prima il quadricipite anteriore e posteriore e poi il ginocchio, il polpaccio ed alla fine il piede. Perchè? si tratta di liberare dagli eccessi prima le parti più vicine agli scarichi linfatici perchè solo così poi si possono liberare le parti più lontane: se nel trattare una gamba si cominciasse da un piede e cerchiamo di sgonfiarlo non riusciamo a farlo se la parte superiore è ancora "intasata" ed è per questo che questo massaggio deve essere fatto con cura e concentrandosi.

BREVI CENNI SUL SISTEMA LINFATICO.

Il sistema linfatico è dato dalla LINFA che a sua volta e costituito da:

- liquido interstiziale, un fluido molto simile al plasma sanguigno ma che ha una concentrazione di proteine inferiore;

- i linfociti, che sono le cellule deputate alla risposta immunitaria.

Il sistema linfatico poi è costituito da vari organi:

- midollo osseo, dove si formano le cellule del sangue;

- ghiandola del Timo, che influenza lo sviluppo del sistema linfatico stesso ed interviene sulla rispostaimmunitaria del corpo;

la milza, provvede alla eliminazione dei globuli rossi ed altre cellule sanguigne quando queste si deteriorano o sono vecchie;

- le tonsille, sono fatte di tessuto linfoide e proteggono dai batteri che possono entrare dall'esterno;

- i linfonodi, sono delle stazioni di filtraggio per le difese immunitarie.

 

INDICAZIONI PER IL MASSAGGIO DRENANTE.

- gonfiori, edemi post operatori o da traumi, ematomi,

-  acne, cellulite smagliature,

- dermatiti ed invecchiamento cutaneo;

- cicatrici per il loro riassorbimento (si abbina anche una tecnica di kinesiologia da dare al cliente da farsi a casa);

- cefalee ed emicranie; 

- stitichezza.

 

CONTROINDICAZIONI AL MASSAGGIO DRENANTE.

- scompensi cardiaci;

- flebiti;

- infezioni acute di origine batterica e virale tipo in caso di influenza, bronchite;

- in caso di tumori;

- infiammazioni croniche

- disturbi alla tiroide;

- primi mesi della gravidanza.

 

 

ARMONIZZAZIONE DEI CHAKRA.

Innanzi tutto è necessario spiegare cosa sono i chakra: sono dei centri energetici che provvedono a ricevere e distribuire il flusso della forza vitale a tutti i livelli dell'individuo, corpo, mente e spirito; la forza vitale, detta prana sostiene la vita ed i chakra sono stazioni energetiche, le principali sono 7, poste una sull'altra a formare una colonna di energia che, dalla base della colonna vertebrale arrivano fin sopra la testa.

Questa stazioni energetiche sono in stretto rapporto con le funzioni fisiche, mentali e spirutali e costituisono un ponte tra il Cielo e la Terra, Mente e Corpo, Spirito e Materia; il sistema dei chakra è nato in India, circa 4.000 anni fa e qui diamo delle informazioni generali.

I chakra posti in basso, sono più vicino alla terra e riguardano gli aspetti più pratici e materiali della vita, mentre i quelli posti più in alto riguardano gli aspetti più mentali, emozionali, spirituali e quindi il nostro collegamento con il Cielo e l'Universo. I chakra sono in stretta connessione con le nostre ghiandole endocrine.

I chakra sono caratterizzati da un colore, un suomo, una forma e sono dei ricevitori e trasmettitori energia, di informazioni provenienti dal corpo fisico e dal corpo sottile: la loro funzionalità è condizionata dall'ambiente che ci circonda e dal nostro modo di vivere le esperienze a cui la vita ci porta.

In estrema sintesi indichiamo quanto segue:

- PRIMO CHAKRA, colore rosso o nero, è il chakra del radicamento ed è situato in corrispondenza del coccige;

- SECONDO CHAKRA, colore arancione, è il chakra del "creare", situato al di sopra degli organi sessuali;

- TERZO CHAKRA, colore giallo, è il chakra della "manifestazione della propria volonta", situato sul plesso solare;

- QUARTO CHAKRA, colore rosa/verde, è il chakra della espansione del cuore e collega i 3 chakra inferiori fisici con quelli

   superiori collegati alla spiritualità ed al mentale, situato all'altezza del cuore;

- QUINTO CHAKRA, colore azzurro/blu, è il chakra della comunicazione verbale/non verbale, situato all'altezza della gola;

- SESTO CHAKRA, colore ametista, è il chakra del "Terzo Occhio, del guardare Oltre" quello che vedono i 2 occhi;

- SETTIMO CHAKRA, colore bianco della Luce ma anche viola ed arcobaleno, è il chakra della massima consapevolezza ed

   è situato a circa 10 cm sopra la testa sulla Corona, viene chiamato infatti Chakra della Corona.

 

Poichè ai chakra sono abbinatile ghiandole endocrine ma anche problematiche fisiche ed emotive in caso di chakra in ecesso o deficit, la loro armonizzazione è importante per dare un contributo all'equilibrio psico fisico.

L'armonizzazione dei chakra viene eseguita in studio come trattamento principale e/o integrazione ad altre tecniche attraverso:

. test kinesiologico sui chakra per individuare quello più in disequilibrio rispetto al problema del cliente; in kinesiologia si

  utilizza la "terapia dei meridiani" e si testa anche lo scambio che il cliente ha da lui verso l'esterno e ciò che permette di

  di far entrare dall'esterno verso di lui;

 

- i chakra vengono armonizzati anche durante il massaggio con le pietre calde poichè prima vengono posti su di loro i cristalli

  abbinati ai chakra stessi;

 

- si possono far fare degli esercizi pratici su tutti i chakra ed utilizzare gli olii essenziali corrispondenti come trattamento

  ccompleto su tutti i chakra come seduta specifica.

 

LA VALUTAZIONE SULLA TIPOLOGIA DI TECNICA PER L'ARMONIZZAZIONE DEI CHAKRA VIENE FATTA PREVIO COLLOQUIO COL CLIENTE E LE ESIGENZE CHE MANIFESTA IL SUO CORPO ATTRAVERSO IL VANTAGGIO DEL TEST KINESIOLOGICO COL QUALE SI PUO' CHIEDERE QUALE SIA LA METODOLOGIA IN RISONANZA MIGLIORE COL CLIENTE STESSO.